I somatotipi: l’ectomorfo

 

Ectomorfo
Frank Zane, un ectomorfo d’eccezione, che ha saputo sviluppare il suo fisico all’estremo e vincere 3 Mister Olympia.

 

Ectomorfo – Dal punto di vista fisico, il corpo umano viene suddiviso, a seconda delle caratteristiche individuali, in base a precise valutazioni antropometriche. Questa catalogazione viene definita sotto il nome di “somatotipo” e le categorie appartenenti sono essenzialmente 3: ectomorfo, mesomorfo, endomorfo. Difficilmente, però, un individuo appartiene a una sola di queste categorie. Più facilmente si appartiene, in modo misto, a due categorie adiacenti.

Ectomorfo

Prendiamo in considerazione l’ectomorfo, biotipo di costituzione magra, dagli arti sottili, generalmente dal carattere nervoso. Brucia tutto il cibo che introduce e ha estrema difficoltà ad aumentare di peso, anche di pochi grammi, anzi molto facilmente perde peso già solo saltando un pasto. Da qui si capisce la sua difficoltà a guadagnare massa muscolare. Per contro spesso, con il passare degli anni, modificandosi ovviamente l’aspetto biochimico, l’ectomorfo produce meno ormoni lipolitici (Dhea), mantenendo comunque elevata la produzione di cortisolo, a causa dello stress che lo accompagna sempre. L’esito sarà quello di aumentare grasso addominale.

L’influenza ormonale

Dal punto di vista ormonale, l’ectomorfo, sempre sotto stress, produce grandi quantità di cortisolo e adrenalina, ormoni che disgregano proteine dal corpo per favorire la gluconeogenesi, cioè la formazione di zucchero (glucosio) a partire dagli aminoacidi (cosa che porta al catabolismo muscolare), innalzando la glicemia e creandone dei veri e propri picchi. A seguire viene stimolata una grande produzione di insulina, che deve tenere a bada l’eccesso di glicemia, abbattendola e causando una conseguente ipoglicemia, con conseguente crollo energetico.

Alimentarsi e integrare correttamente

Quindi, questi soggetti devono stare attenti al consumo dei carboidrati, specialmente degli zuccheri semplici. Gli ectomorfi, dovrebbero incrementare l’assunzione di grassi, in particolare insaturi (omega 3 e omega 6), che rallentano l’assorbimento intestinale degli zuccheri, graduando il rilascio glicemico. Per esempio, l’acido linoleico ha un effetto anabolico, perché migliora l’assimilazione proteica e aumenta la sensibilità all’insulina, così da produrne in quantità minore e avere un livello di glicemia più costante. Risultato: migliore sintesi proteica e maggior livello energetico. Per calcolare il livello calorico dell’individuo ectomorfo, stabilire il metabolismo basale, aggiungere la quota necessaria alle attività quotidiane (lavoro, palestra ecc.). A ciò, addizionare un 10-20%. In seguito vedremo i consigli per sviluppare un’alimentazione specifica per l’ectomorfo.
A cura di Fabioalex – Personal Trainer di www.vitamaker.it
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